È credenza popolare che muffa e serramenti nuovi siano strettamente correlati e che, installando le nuove finestre, sicuramente si formerà della muffa all’interno dell’abitazione.
In realtà, però, la situazione è diversa se si adotta il comportamento giusto. La muffa, infatti, è solo il risultato di abitudini e comportamenti scorretti. In passato, nelle vecchie case, non si adottavano tutte le accortezze di oggi per rendere gli ambienti completamente ermetici: adesso restiamo più al caldo ma, volenti o nolenti, ci siamo creati qualche altro piccolo problema.
Perchè l’installazione di serramenti nuovi può portare alla formazione di muffa?
La muffa è un problema che possiamo incontrare dopo l’installazione dei serramenti nuovi. L’installazione di nuove finestre infatti, se eseguita correttamente, diminuisce drasticamente le dispersioni dovute alla ventilazione. In poche parole non permettono più all’aria pulita di entrare e uscire dagli ambienti, trattenendo al loro interno l’umidità accumulata.
Di conseguenza, se non si interviene manualmente o meccanicamente per eliminare l’umidità in eccesso, possono formarsi zone di condensa e muffe, soprattutto nelle zone più fredde (attorno ai serramenti, sotto le finestre o negli angoli).

Nel caso di una posa mal progettata in cui non sono stati presi tutti gli accorgimenti necessari per ridurre eventuali ponti termici intorno al foro finestra, è molto probabile che ci sarà qualche problema da gestire.
I fattori principali da considerare legati alla posa del serramento sono:
- serramenti installati con l’utilizzo di controtelai in ferro;
- installazione di nuovi serramenti ad alte prestazioni su un esile telaio di legno privo di alcuna sigillatura in cui sono presenti spifferi non gestibili e con valori termici non adeguati a evitare la formazione di condensa;
- installare serramenti senza considerare una progettazione idonea al mantenimento delle prestazioni del nuovo serramento.
Perchè installando serramenti nuovi bisogna imparare a gestire il ricambio d’aria?
Spesso parliamo di vita frenetica, in cui tutti, o quasi, i membri della famiglia trascorrono ore e ore lontano da casa. Questo stile di vita non ci dà la possibilità di controllare la salubrità dei nostri ambienti domestici.
Tutte le attività quotidiane, come lavarsi, preparare i pasti, i panni umidi o le piante in casa, contribuiscono ad aumentare il tasso di umidità all’interno della nostra abitazione. Questa umidità, oltre ad accumularsi nell’aria, viene parzialmente assorbita da tutti quegli elementi che arredano la nostra casa, come letti, divano, tende ecc…
L’umidità in eccesso, soprattutto in presenza di punti più freddi come le spallette attorno ai serramenti, gli angoli esterni e tutti quei ponti termici comuni nelle case più vecchie, tende a condensare. A lungo andare questo fenomeno può portare alla generazione di muffa.

Come possiamo evitare la formazione di muffa dopo l’installazione di serramenti nuovi?
Cambiare le abitudini per evitare che ci sia un accumulo di umidità all’interno degli ambienti, è il primo passo importante da fare. Ricordiamoci che il problema non è causato dalle finestre: se l’umidità si accumula, è proprio perché i serramenti fanno bene il loro lavoro.
Muffa e serramenti nuovi: qual è il tasso di umidità ideale da tenere in casa?
Per abbassare il tasso di umidità abbiamo bisogno di una maggior consapevolezza al problema. Un buon consiglio è dotarsi di uno o più termoigrometri, che ci potranno dare un riferimento concreto. Abituarsi a monitorare i livelli di umidità aiuta a capire quanto le attività quotidiane influiscono sull’aumento di umidità.
Per mantenere l’aria interna salubre e prevenire la formazione di muffe, il tasso di umidità dovrebbe essere tra il 45% e il 60%. In inverno, in determinate situazioni e senza un impianto di ventilazione specifico, sarà molto difficile tenere i valori entro i limiti. E’ perciò importante limitare i picchi di umidità e ridurli nel tempo.
Muffa e serramenti nuovi: come aprire le finestre per arieggiare e tenere sotto controllo l’umidità interna.
Una volta capito come e quando questi livelli vengono superati, sarà più facile intervenire. Aprire le finestre una volta sola al giorno non basta: è necessario aprirle più volte. Questo aiuta a tenere sotto controllo l’umidità. Gli arredi, che assorbono l’umidità accumulata durante la notte, rilasciano parte di questa umidità quando le finestre sono chiuse. Solo aprendole più volte durante la giornata, idealmente almeno 3 o 4 (mattino/pranzo/sera), saremo in grado di tenere il tasso di umidità sotto controllo.
Se in casa vivono molte persone, la quantità di umidità sarà per forza maggiore. In questo caso, si può anche distribuire il compito di aprire le finestre tra i vari membri della famiglia, così da mantenere costante il ricambio di aria durante la giornata.
Un’altra cosa da tenere a mente è il modo di arieggiare. Aprire le finestre per cambiare aria significa creare una corrente tra una stanza e l’altra in modo da ricambiare l’aria nel minor tempo possibile.
Utilizzare i meccanismi di apertura a ribalta per molte ore va bene nelle mezze stagioni. Quando però si iniziano a riscaldare gli ambienti, questo tipo di apertura porta a una grande dispersione di energia e poco ricambio di aria in proporzione.
Come possiamo evitare la formazione di muffa quando siamo poco in casa?
Se non abbiamo la possibilità di aprire più volte al giorno le finestre, l’unica soluzione efficace è utilizzare un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC). Solo una buon impianto di questo tipo può regolare il livello di umidità in nostra assenza.
Conclusioni.
Sostituire i serramenti evita le dispersioni di calore, ma limita anche l’uscita dell’umidità dagli ambienti. Chi abita la casa deve quindi adottare alcune abitudini, come monitorare l’umidità con un igrometro e aprire le finestre frequentemente per brevi periodi, creando una corrente che sostituisce l’aria viziata con quella fresca.
Per evitare la comparsa precoce di muffa e umidità si deve:
- progettare una posa conforme alla normativa UNI 11673:
- installare i serramenti in maniera corretta;
- evitare soluzioni veloci, come la sovrapposizione sui vecchi telai o l’utilizzo di controtelai in ferro. Evitare al minimo la formazione di ponti termici ci aiuta a limitare le zone fredde su cui si potrebbe formare la condensa e poi la muffa.
É buona norma analizzare il contesto abitativo durante la progettazione o comunque sia durante i primi incontri con il cliente, che spesso non conosce tutte queste problematiche.
Comprendendo il contesto sarà possibile consigliare il cliente sulla soluzione più idonea a tenere a bada l’umidità, in modo che la scelta delle sue nuove finestre ad alte prestazioni possa essere un’esperienza soddisfacente per molti anni a venire.
