È da diversi anni che si sente parlare del vetro sottovuoto per i serramenti e probabilmente sarà il futuro. È una tecnologia appena nata e una grandissima innovazione nel mondo degli infissi, per cui il margine di sviluppo è ancora molto alto. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Vetro sottovuoto: che cos’è.
Un normale vetrocamera sfrutta l’isolamento dell’aria o meglio del gas Argon o Kripton per limitare la conduzione termica tra le lastre. Tuttavia, è necessario uno spazio minimo tra le lastre, perchè se fossero troppo vicine, si verificherebbe comunque una dispersione di calore, nonostante i vari gas al loro interno.
Il vetro sottovuoto, invece, sfrutta l’assenza di qualunque gas o aria. Questo “vuoto” è più isolante di qualunque gas o dell’aria stessa.
Questa tipologia di vetro si realizza accoppiando due lastre di vetro da 3 o 4 mm (eventualmente temprate), che vengono sigillate lungo tutto il perimetro. Attraverso un foro praticato in un angolo, viene aspirata tutta l’aria presente al suo interno. Infine, il foro viene sigillato.

Quali vantaggi comporta il vetro sottovuoto?
Il vantaggio più grande del vetro sottovuoto è il suo spessore ridotto. Un vetro triplo ad alte prestazioni ha generalmente uno spessore di circa 48/50 mm e un potere isolante di circa 0.7 W/m²K. Con un vetro sottovuoto, la stessa prestazione si riesce a raggiungere con uno spessore di nemmeno 8mm.
Questo significa che in futuro sarà possibile utilizzare vetri altamente performanti e serramenti molto sottili, ideali per l’edilizia conservativa in cui difficilmente si riesce a inserire un serramento ad alte prestazioni senza alterare, anche di poco, l’estetica dei serramenti originali.
Se non fosse per la mancanza di guarnizioni che vanificherebbe l’aumento globale di prestazioni, si potrebbe addirittura pensare di installare un vetro sottovuoto sui vecchi serramenti con il vetro monolitico, senza dover apportare modifiche significative.
Scherzi a parte la rivoluzione sarà notevole quando i costi saranno più in linea con il vetro tradizionale e con ulteriori sviluppi tecnologici; magari sarà possibile fare più strati, riducendo ancora notevolmente la trasmittanza già bassa.
Inoltre, il vetro sottovuoto offre un’acustica migliore rispetto al vetro monolitico e una trasmittanza luminosa superiore.
Con soli 8 mm di spessore rispetto ai 16 mm di un vetro triplo da 50 mm totali, il vetro sottovuoto è decisamente più trasparente.
Ricapitoliamo i vantaggi del vetro sottovuoto:
- spessore ridotto, che garantisce le stesse prestazioni isolanti di un vetro triplo, ma con pochi millimetri anziché 50 mm;
- peso minore, che rende più semplici e sicure le installazioni in contesti difficili;
- facilità di installazione su serramenti in edifici storici;
- possibilità di inventare nuovi serramenti con sezioni più sottili e minimali pur mantenendo alte prestazioni termiche e acustiche.
Vetro sottovuoto: quali svantaggi si celano dietro questa fantastica novità?
Nonostante le sue grandi potenzialità, il vetro sottovuoto ha ancora qualche piccolo scoglio da affrontare. Siamo agli albori di questa tecnologia, e nonostante in Giappone venga già utilizzata da tempo, sono sicuro che prima di essere commercializzato nel nostro paese su larga scala saranno apportate numerose modifiche.
La prima riguarda i distanziatori, dei piccoli pallini semi-trasparenti che vengono posizionati tra le lastre per evitare che, una volta messe sotto vuoto, possano andare a contatto diretto, generando una perdita energetica notevole nonché alcune criticità.
Questi distanziatori, pur essendo molto piccoli, nell’ordine di mezzo mm, sono inseriti ogni 20 cm circa. Di conseguenza, se il vetro è osservato da vicino, diventano percepibili alla vista, un dettaglio che potrebbe rappresentare un limite estetico.

Un’ altra cosa che richiede un miglioramento in futuro è il foro per creare il vuoto. Per aspirare l’aria tra le lastre, si pratica un foro con un diametro di circa 10 mm, successivamente sigillato con un apposito tappo. Gli operatori lo posizionano in uno dei quattro angoli, a circa 5 cm dal bordo.
Su lastre particolarmente grandi potrebbe essere poco visibile, ma su finestre di medie dimensioni penso che sia abbastanza evidente.
Anche le dimensioni oggi rappresentano ancora un grosso limite: le lastre possono essere prodotte con dimensioni massime di 1,5×2,5 metri, non ancora sufficienti a soddisfare tutte le esigenze del mercato.
Ricapitoliamo i punti negativi di questo tipo di vetro così innovativo:
- costi ancora troppo elevati;
- distanziatori tra le lastre che risultano evidenti a distanza ravvicinata;
- foro per il sottovuoto esteticamente poco gradevole;
- dimensioni massime realizzabili ancora troppo piccole per coprire tutte le richieste del mercato.
Conclusioni.
In conclusione passerà ancora del tempo prima di vedere il vetro sottovuoto applicato alle nostre finestre. Dovrà prima essere testato, perfezionato e ottimizzato a livello di produzione. Solo dopo aver migliorato i difetti e abbassato i costi produttivi, si potrà provare a progettare una linea di serramenti per questo vetro innovativo.
Certo, i vantaggi saranno enormi: vetri più leggeri consentiranno di realizzare ante di dimensioni maggiori, facilitandone la movimentazione e riducendo i costi. Potremo quindi immaginare serramenti extra-large più accessibili e performanti.
Inoltre, si potrà dar vita a soluzioni pensate per edifici storici o di grande valore architettonico, con la possibilità di progettare finestre e porte che rispettino l’estetica del passato, ma con prestazioni termiche moderne.
Al momento però c’è ancora la necessità di migliorare e testare questa tecnologia, per cui ne riparleremo tra qualche anno.
