Dilatazioni termiche nei serramenti: come prevederle per evitare problemi nel tempo

Molti anni fa, quando avevo molta meno esperienza di oggi, mi capitò un episodio che mi è rimasto in mente.

Era una delle prime partite di serramenti in PVC che installavo, parliamo di almeno 20/25 anni fa. Fino a quel momento ero abituato al serramento in legno, con il suo modo di comportarsi, le sue tolleranze, i suoi movimenti e le sue regolazioni. Vendetti una finestra in PVC a due ante, di dimensioni abbastanza importanti. Nulla di impossibile, almeno sulla carta.

Il problema emerse durante la posa e poi nelle prime regolazioni.

La finestra era installata in una strada stretta tra le case, dove l’alternanza tra sole e ombra modificava il comportamento del serramento durante la giornata. Solo dopo diverse volte che sono andato sul posto, capii che il problema non era la ferramenta, ma la dilatazione termica dei profili. 

Alla fine trovai il giusto equilibrio. Da quel momento la signora non ebbe più problemi. Però quell’intervento mi insegnò una cosa che oggi considero fondamentale: una finestra non è un elemento immobile. I materiali si muovono. 

Le situazioni più critiche sono quelle in cui il serramento passa rapidamente dal sole all’ombra. È proprio in questi casi che le dilatazioni termiche possono influenzare maggiormente il comportamento del sistema. 

E se quei movimenti non vengono considerati in fase di scelta, progetto e posa, possono trasformarsi in problemi molto fastidiosi.

Perché i serramenti sono soggetti alle dilatazioni termiche 

Quando si guarda un serramento su una scheda tecnica, tutto sembra definito e ordinato: dimensioni, prestazioni, sezioni, coefficienti, tenuta all’aria, tenuta all’acqua, isolamento termico, isolamento acustico.

Poi il serramento entra in cantiere e lì non lavora più in una condizione teorica. Lavora in un edificio reale, con esposizioni, dettagli costruttivi e condizioni climatiche molto diverse da quelle di laboratorio. 

In questo contesto, la dilatazione termica è una delle variabili che può influenzare il funzionamento del serramento nel tempo.

Non significa che un materiale sia “giusto” e un altro “sbagliato”. Significa che ogni materiale ha un comportamento diverso e quel comportamento va previsto.

Il PVC non si muove come l’alluminio. L’alluminio non si comporta come il legno. Il legno non va letto solo per dilatazione termica, perché entra in gioco anche il rapporto con l’umidità. I sistemi misti hanno ancora un’altra logica, perché uniscono materiali con caratteristiche diverse.

Quanto si dilata un serramento esposto al sole? 

Per capire il problema non serve partire da una formula. È più utile immaginare una situazione reale.

Prendiamo un serramento posato e regolato a circa 20 °C. Poi immaginiamo lo stesso serramento con profilo esterno molto scuro, esposto a sud o sud-ovest, in pieno sole estivo. In queste condizioni la temperatura superficiale del profilo può salire molto oltre la temperatura dell’aria. In casi severi può arrivare a 60–70 °C.

Questo significa che il materiale può trovarsi a lavorare con una differenza di temperatura di circa 40–50 °C rispetto alla condizione iniziale.

Su una finestra di piccole dimensioni il fenomeno è spesso trascurabile. Su grandi finestre e scorrevoli, invece, la variazione dimensionale diventa un dato importante. 

Per dare un ordine di grandezza, consideriamo un elemento lungo 3 metri che può rappresentare una grande finestra o uno scorrevole, di colore scuro, esposto al sole, con passaggio da 20 °C a 70 °C sulla superficie del profilo.

Su 3 metri, con un salto termico di 50 °C, possiamo avere indicativamente:

Materiale / componenteDilatazione indicativa su 3 m con salto termico di 50 °C
PVC rigidocirca 7,5 mm

Alluminio

Acciaio

circa 3 mm


circa 2 mm
Vetrocirca 1.3 mm
Granito / pietra naturale compattacirca 1 mm
Marmo / pietre con valori variabilicirca 1/2 mm
Legno lungo fibracirca 1–2 mm

Questi valori non servono per fare il calcolo esecutivo del serramento. Servono per far capire che le dilatazioni non sono sempre sottovalutabili e soprattutto sono diverse a seconda del materiale.

Come colore ed esposizione influenzano le dilatazioni termiche dei serramenti 

Nel serramento moderno il colore è diventato una scelta molto importante. Il nero, il grigio antracite, i bronzi scuri e le finiture materiche sono spesso richiesti per ragioni architettoniche. Su edifici contemporanei, grandi vetrate e profili minimal, il colore scuro è coerente con il linguaggio del progetto.

Un grande scorrevole con profilo scuro può valorizzare l’architettura della casa, ma colore, dimensioni ed esposizione devono essere valutati insieme in fase progettuale.
Un grande scorrevole con profilo scuro può valorizzare l’architettura della casa, ma colore, dimensioni ed esposizione devono essere valutati insieme in fase progettuale.

Ma il colore non è solo estetica.

Una superficie chiara e una superficie scura non assorbono lo stesso irraggiamento. A parità di materiale, forma e dimensione, un profilo scuro esposto al sole può raggiungere temperature superficiali molto più elevate rispetto a un profilo bianco o chiaro. Questo significa maggiore escursione termica e quindi maggiore movimento.

Proprio per questo, la scelta di un infisso nero o antracite non dovrebbe basarsi solo sull’estetica, ma anche sull’esposizione dell’edificio, sulle dimensioni del serramento e sul materiale utilizzato. Se stai valutando questa soluzione, puoi approfondire l’argomento nel nostro articolo dedicato agli infissi scuri e agli aspetti da considerare prima della scelta. 

Un piccolo serramento protetto, con esposizione limitata, ha un comportamento. Una grande porta finestra scura, esposta a sud-ovest, senza schermature, ne ha un altro. Uno scorrevole di grandi dimensioni, incassato dentro una predisposizione architettonica molto precisa, richiede ancora più attenzione.

Qui il progettista deve fare una valutazione preventiva, non estetica ma tecnica: materiale, colore, dimensione, esposizione, tipo di apertura, sistema oscurante e margini disponibili devono stare insieme.

Grandi serramenti e scorrevoli: perché le dilatazioni diventano più critiche 

Su una finestra standard, larga magari 1,2 o 1,5 metri, alcuni movimenti possono essere assorbiti dai giochi di funzionamento, dalla ferramenta, dalle guarnizioni e dalla posa, sempre che il lavoro sia stato eseguito correttamente.

Su una grande finestra, invece, il comportamento cambia. La battuta centrale, le ante, il telaio e la ferramenta non riescono a compensare le dilatazioni termiche, creando spesso problemi di regolazione. Bastano pochi millimetri oltre il limite di tolleranza per avere un infisso che non chiude e non lavora piò correttamente come avrebbe dovuto. 

Su uno scorrevole di grandi dimensioni il tema diventa ancora più evidente. Non si tratta solo di apertura e chiusura. Entrano in gioco il binario, la soglia, i carrelli, la planarità del piano di appoggio, il peso del vetro, la lunghezza dei profili e il modo in cui il telaio è inserito nel vano.

Le grandi vetrate moderne valorizzano l'architettura,  ma richiedono una progettazione accurata per 
evitare dilatazioni termiche

Le grandi vetrate moderne valorizzano l’architettura, ma richiedono una progettazione accurata per gestire dimensioni, esposizione solare e movimenti naturali dei materiali. 

Uno scorrevole lungo 7 metri in alluminio, di colore scuro, esposto in pieno sole, non può essere progettato con la stessa logica di una finestra piccola protetta da un balcone.

Se l’incasso nel controtelaio è troppo preciso, se la predisposizione non lascia spazio sufficiente, se le finiture arrivano troppo a ridosso del telaio, il movimento naturale del materiale può trasformarsi in attrito, tensione o perdita di regolazione.

Quando le dilatazioni termiche possono creare problemi ai serramenti

Il problema nasce quando il dettaglio costruttivo non gli permette di muoversi correttamente o, al contrario, non controlla il movimento dove dovrebbe.

Un serramento grande e con poco gioco può scaricare tensioni su ferramenta, fissaggi, guarnizioni, sigillature, coprifili o finiture. Un serramento installato senza margini adeguati può trovarsi a lavorare contro il controtelaio, contro la muratura o contro una predisposizione troppo precisa causando crepe su cappotti o difetti visivi.

Nel render il serramento è perfettamente integrato. Nel dettaglio esecutivo a volte si cerca la massima pulizia estetica: profili nascosti, incassi ridotti, fughe minime, soglie a filo, rivestimenti che arrivano molto vicino al telaio. Tutto corretto, se progettato bene. Ma se la pulizia estetica elimina lo spazio tecnico necessario al movimento, il problema prima o poi emerge.

Giunti e sigillature: come assorbire le dilatazioni termiche

C’è un altro aspetto che considero decisivo: lo stress sulle sigillature.

Spesso si pensa alla sigillatura come a una semplice chiusura. Si posa il serramento, si fa il cordolo, si rifinisce. Ma una sigillatura non deve solo chiudere un passaggio. Deve lavorare nel tempo, accompagnando movimenti diversi tra materiali diversi.

Il punto più delicato è spesso il rapporto tra soglia e serramento.

La soglia può essere in marmo, granito, pietra, alluminio, gres o altro materiale. Il serramento può essere in PVC, alluminio, legno. Ogni materiale ha il proprio comportamento termico. Ogni elemento assorbe calore in modo diverso, si raffredda in modo diverso e si muove in modo diverso.

Se tra soglia e serramento si realizza solo un cordolo superficiale di silicone, magari sottile, senza volume adeguato e senza un corretto fondo giunto, quella sigillatura lavora male. Può aderire dove non dovrebbe, non avere sezione sufficiente, non deformarsi correttamente e perdere efficacia in poco tempo.

Per questo, nei punti sensibili, la soluzione non dovrebbe essere improvvisata. Una doppia sigillatura, con un nastro a celle chiuse come elemento di fondo e un sigillante polimerico o siliconico idoneo nella parte superiore, con il giusto volume e la corretta geometria, offre una protezione molto più affidabile.

Una corretta progettazione del giunto, con fondo giunto e sigillante elastico dimensionati correttamente, consente di assorbire i movimenti evitando distacchi e fessurazioni. 

Come progettare un serramento tenendo conto delle dilatazioni termiche 

Oggi l’architettura richiede aperture sempre più ampie, profili sottili, soglie ribassate e un’integrazione sempre più spinta tra serramento ed edificio. È un’evoluzione positiva, ma richiede una progettazione altrettanto accurata.

Un grande scorrevole non può essere trattato come una finestra standard semplicemente ingrandita. Aumentano i pesi, le tolleranze, le deformazioni, i movimenti termici e l’importanza dei dettagli di posa. Se il sistema è inserito in un incasso con margini minimi o in un dettaglio troppo rigido, il rischio è limitarne il naturale movimento.

Non basta quindi verificare che il serramento “entri” nel vano: bisogna garantire che possa continuare a funzionare correttamente nel tempo, in estate e in inverno, al sole e in ombra.

Questo non si ottiene scegliendo il materiale “migliore” in assoluto, ma quello più adatto al progetto, considerando dimensioni, colore, esposizione, sistema di apertura e dettagli costruttivi.

La dilatazione termica non è un difetto, ma una caratteristica fisica dei materiali. Per questo deve essere prevista fin dalla progettazione e non affrontata quando il serramento è già installato.

L’esperienza che raccontavo all’inizio me lo ha insegnato chiaramente. Da giovane cercavo di regolare una finestra che cambiava comportamento durante la giornata. Oggi so che non era la finestra ad avere un problema: stava semplicemente reagendo alle condizioni reali di esercizio.

Per progettisti e serramentisti il principio è semplice: un buon serramento non è quello che resta perfettamente immobile, ma quello che, pur muovendosi come ogni materiale inevitabilmente fa, continua a garantire prestazioni, tenuta e facilità di utilizzo nel tempo.

Se stai progettando serramenti di grandi dimensioni o vuoi confrontarti su materiali, dettagli costruttivi e soluzioni di posa per evitare criticità legate alle dilatazioni termiche, richiedi una consulenza personalizzata. Analizzeremo insieme il tuo progetto per individuare la soluzione più adatta e prevenire problemi prima che si presentino in cantiere.

FAQ – Domande frequenti sulle dilatazioni termiche nei serramenti

1.Le dilatazioni termiche possono compromettere il funzionamento di un serramento?

Sì, se non sono considerate in fase di scelta, progetto e posa. Il fenomeno è normale, ma può diventare problematico quando il serramento è molto grande, scuro, esposto al sole o inserito in un dettaglio troppo rigido.

2.Quanto può dilatarsi uno scorrevole di grandi dimensioni?

Dipende da materiale, colore, esposizione e temperatura superficiale. Come ordine di grandezza, uno scorrevole in alluminio lungo 7 metri, con profilo scuro esposto al sole e salto termico di circa 50 °C, può avere una variazione dimensionale nell’ordine di 8 mm. Con materiali a coefficiente più alto il movimento può essere maggiore.

3.Il PVC si dilata più dell’alluminio?

In linea generale sì. Il PVC rigido ha un coefficiente di dilatazione superiore rispetto all’alluminio. Questo però non significa che il PVC sia inadatto. Significa che vanno rispettati limiti dimensionali, rinforzi, colori, indicazioni del sistema e condizioni di posa.

4.I serramenti scuri sono più rischiosi?

Non sono rischiosi in assoluto. Assorbono però più calore rispetto ai colori chiari e possono raggiungere temperature superficiali più alte. Su grandi dimensioni o esposizioni severe, questo dato va considerato nel progetto.tra non è un elemento immobile. I materiali si muovono. 

Le situazioni più critiche sono quelle in cui il serramento passa rapidamente dal sole all’ombra. È proprio in questi casi che le dilatazioni termiche possono influenzare maggiormente il comportamento del sistema. 

E se quei movimenti non vengono considerati in fase di scelta, progetto e posa, possono trasformarsi in problemi molto fastidiosi.

Copertina libro finestre in ristrutturazione

Sottovalutare la scelta dei nuovi serramenti potrebbe nascondere delle criticità importanti per la tua casa.

Grazie a questa guida, avrai a disposizione tutte le informazioni di cui hai bisogno. Scopri come fare una scelta consapevole in modo da evitare criticità, senza lasciare nulla al caso.